Superare i confini della superficie per esplorare nuove possibilità espressive: è questo il filo conduttore di Oltre la superficie, la mostra che riunisce opere in cui materiali innovativi e tecniche sperimentali danno corpo e consistenza a concetti astratti, oltrepassando le categorie tradizionali di pittura, scultura e installazione. Dal 14/11 al 20/12/2026.
Elemento generativo capace di plasmare forme, la materia si fa protagonista e diventa linguaggio in grado di suggerire significati e instaurare un rapporto tra linguaggi artistici differenti. Le opere in mostra, espressione di percorsi e sensibilità appartenenti a generazioni diverse, condividono la tensione verso il superamento del limite bidimensionale, aprendosi alla dimensione plastica e sconfinando nello spazio.
Nelle opere di Silvia Cerioli, sottili lamelle di alluminio si sollevano dalla superficie, dando vita a strutture aggettanti che sembrano animarsi in un movimento ondulatorio. La luce, intercettata e riflessa, modifica la percezione delle forme, generando un dinamismo che trasforma l’opera in un’esperienza visiva in continua evoluzione.
Nei lavori astratti di Angela Filippini, fili tessili, gesso, colle e colori acrilici si intrecciano in una trama densa e articolata. La materia si stratifica, costruendo scenari in cui la dimensione visiva si accompagna a una forte suggestione tattile. Ne scaturisce una ricerca capace di evocare atmosfere e sensazioni inattese, invitando lo sguardo a soffermarsi sulla ricchezza delle superfici e sulle loro molteplici possibilità percettive.
Dopo aver esplorato le potenzialità espressive della resina, del legno e della luce di Wood nelle sue iconiche installazioni, Daniela Forcella presenta in questa mostra opere del nuovo ciclo Confini. Qui, un materiale sintetico che riproduce l’aspetto del sale marino diventa la sostanza attraverso cui prendono forma città immaginarie, attraversate da una linea di demarcazione in plexiglass. Paesaggi sospesi tra realtà e visione, in cui il confine assume una valenza simbolica e diventa metafora di separazione, limite e possibilità di attraversamento.
La ricerca di Isa Locatelli, da sempre orientata alla sperimentazione materica, si sviluppa attraverso materiali eterogenei quali gesso, cemento, tela di juta, reti, ferro e carta. Le opere delle serie Voltopagina e Oltre la tela si emancipano dalla bidimensionalità, facendo emergere elementi solidi e rilievi che conquistano la terza dimensione. La superficie non svolge solo una funzione di supporto, ma diventa uno spazio fisico da esplorare e da cui evadere.
Umberto Mariani affida alla materia una sorprendente capacità di trasformazione. Nelle sue celebri Forme Celate, il piombo, sottile e sapientemente modellato, trattato e dipinto, perde l’apparente pesantezza per acquisire una leggerezza inattesa. La superficie si articola in pieghe e volumi, rivelando una tensione tra solidità e fragilità, presenza e assenza.
Infine, Max Marra dà vita ai piccoli universi della serie Cosmos attraverso un materiale naturale come la tela, modellata in protuberanze che emergono dalla superficie. Ne risultano configurazioni plastiche essenziali, presenze sospese che suggeriscono mondi raccolti e autonomi, evocando dimensioni cosmiche e spazi immaginativi.
Oltre la superficie propone una riflessione sulle infinite possibilità della materia quando incontra la ricerca artistica. Materiali convenzionali e inaspettati si trasformano in strumenti di espressione, capaci di generare nuove forme, attivare relazioni con lo spazio e sollecitare percezioni che coinvolgono lo sguardo e la mente. Oltrepassare la superficie significa, in definitiva, andare oltre ciò che appare, per accedere a una dimensione in cui la materia diventa linguaggio e l’opera si apre a nuove interpretazioni.
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