La mostra Floralia propone tre differenti interpretazioni del tema floreale accomunate dalla volontà di superare la semplice rappresentazione del fiore per trasformarlo in un linguaggio capace di evocare emozioni, riflessioni e nuovi significati. Dal 10 al 31 ottobre 2026.
Se la grande tradizione della pittura fiamminga del Quattrocento si distingueva per il realismo, per l’uso innovativo della pittura a olio e per la meticolosa attenzione al dettaglio, oggi gli artisti contemporanei si confrontano con il tema floreale attraverso linguaggi profondamente diversi, sperimentando tecniche, materiali e modalità espressive proprie del nostro tempo per offrire una lettura contemporanea di un soggetto tanto tradizionale quanto sempre attuale.
Le opere presentate in Floralia testimoniano proprio questa trasformazione: il fiore non è più soltanto elemento decorativo o protagonista della natura morta, ma diventa materia di ricerca, occasione di riflessione e metafora di una più ampia relazione tra l’uomo e la natura.
A differenza dei fiori recisi delle nature morte fiamminghe, quelli di Massimo Barlettani vengono fotografati quando sono ancora vivi, per sottolineare un messaggio di rispetto e salvaguardia della natura. Le sue opere, sospese tra figurazione e astrazione, nascono da una peculiare tecnica di elaborazione digitale, successivamente trasposta sulla tela attraverso la pittura acrilica che restituisce un originale effetto di velatura. Sulla tela i fiori appaiono sgranati, ingranditi e rielaborati cromaticamente fino a diventare quasi irriconoscibili, messi in apparente disordine, frutto in realtà di una studiata casualità. Ne emerge un universo di sensazioni contrastanti: forza e fragilità, eterno ed effimero, gioia e malinconia.
Gabriela Azar Rubagotti costruisce, attraverso pennellate dai colori delicati e dai riflessi metallici, una sorta di sinfonia visiva composta da petali, foglie e rami. Le sue opere si sviluppano in uno spazio sospeso tra cielo e terra, dando vita a composizioni vibranti di poesia e serenità.
Nelle opere di Ilaria Franza, la natura diventa paesaggio interiore e si materializza sulla tela attraverso forme circolari, ottenute mediante una particolare tecnica nella quale i colori si stemperano nell’acqua. La gestualità dell’artista assume il valore di un rituale di meditazione invitando l’osservatore a intraprendere un percorso interiore alla ricerca di pace e armonia nella natura.








