
Monet’s Palazzo Ducale prende spunto dalla Veduta di Palazzo Ducale da San Giorgio Maggiore (1908), uno dei dipinti veneziani più celebri di Monet. Sul quadrante riaffiora la vibrazione luminosa dell’Impressionismo, mentre un intervento introduce un ulteriore livello percettivo: esposto alla luce ultravioletta, l’orologio si accende di una tonalità arancione intensa, evocando l’atmosfera cangiante della città lagunare.

Con Degas’s Dancers, ispirato alle Ballerine in Verde e Giallo del 1903, Swatch rielabora l’attenzione di Degas per il corpo e il movimento. Le cromie accese e il ritmo visivo del quadrante alludono alla tensione coreografica delle ballerine. Klee’s Bavarian Don Giovanni nasce invece dall’opera Don Giovanni (1919) e traduce la grammatica simbolica e ludica di Paul Klee in un gioco di geometrie e segni. Un elemento distintivo è il disco del datario, che cambia colore ogni giorno, richiamando l’idea dell’arte come processo in continua trasformazione, centrale nella poetica dell’artista.

Più radicale l’approccio di Pollock’s Alchemy, che rilegge Alchemy (1947) di Jackson Pollock. La tecnica del dripping viene disseminata tra quadrante e cinturino, senza un centro compositivo dominante, in coerenza con la concezione dell’Action Painting come campo d’azione e gesto libero.
