Chiesa di S. Biagio -Triuggio (MB)

 

Inedita, inaspettata, in situ: fra terreni agricoli che sopravvivono all’urbanizzazione troppo spesso selvaggia che ha divorato parte della verde Brianza, “resiste” dal 1289 la chiesa di S. Biagio. Sconsacrata al culto cattolico, oggi vede un’altra consacrazione e un’altra destinazione d’uso: quella di contenitore di opere site-specific di arte contemporanea.

Si deve all’intraprendenza di Felice Terrabuio e Vittorio Raschetti dell’Associazione culturale Streetartpiù http://www.streetartpiu.it e alla lungimiranza dell’amministrazione comunale di Triuggio il progetto Animaminimacontemporanea http://www.animaminimacontemporanea.org  che intende promuovere questo antico luogo sacro sottraendolo al degrado e all’abbandono. Un’operazione culturale originale e coraggiosa aperta al territorio e alla contemporaneità che, grazie alla creatività degli artisti che saranno invitati ad esporre, vedrà ogni volta la trasformazione dello spazio. Un contenitore-non-museo, aperto 24 ore su 24, visibile ma non accessibile con ingresso poichè la visione è permessa unicamente dalle finestre e pareti vetrate con cui è stata ristrutturata la chiesa, con una modalità di fruizione da parte del pubblico che invita alla contemplazione e alla meditazione restituendo lo spazio alla sua antica vocazione di luogo sacro.

Un involucro di idee  e bellezza, di emozioni e suggestioni, di quesiti e non di risposte, tra la storia antica e l’arte contemporanea in un dialogo mai interrotto tra terra e cielo, umano e divino. Ad inaugurare lo spazio sabato 24 giugno l’installazione site specific “Il bacio” di Giuda di Roberto Spadea http://www.robertospadeaartist.com in esposizione fino a settembre. Artista versatile e dinamico, i suoi lavori spaziano dall’action painting alla street art, ma puntano sempre a provocare il pubblico con effetti stranianti. Chi non ricorda i suoi jeans colorati che hanno invaso per mesi le strade di Monza e il ponte della Ferrovia di Porta Genova a Milano? Qui si misura con un tema sacro ma terribilmente profano: il tradimento. Da Giuda in poi. I dodici apostoli dell’installazione, in tuta bianca come a proteggersi da una contaminazione nucleare, non riescono tuttavia a sottrarsi al tradimento del compagno. Tradimento che per  Roberto Spadea assume una valenza sociale. L’uomo tradendo i propri simili e l’ambiente, alla fine tradisce se stesso.