Pieralberto Filippi, linee e volumi

Tutto comincia da una linea che da subito si fa curva per disegnare volumi tondi e perdersi in volute e spirali. Sono i primi disegni, poi diventati schizzi preparatori per dipinti su tela. Ma la linea curva soffre nella limitatezza della superficie piana e da questa vuole spiccare il volo per raggiungere la terza dimensione.

Così dalla pittura alla scultura il passo è breve, anche se per trovare la giusta dimensione il lavoro di Pieralberto Filippi è duro e assiduo nel tempo. La scultura impone all’artista il confronto/scontro con la materia povera o nobile ma sempre comunque da controllare e con la quale stabilire un rapporto di supremazia e non di sudditanza. Così i primi materiali delle sculture sono dapprima il legno, poi la pietra Molera e Berica, poi il marmo di Carrara e infine il bronzo, tutti materiali che si piegano al volere e alla creatività dell’artista., assecondando i volumi tondeggianti in cui si è trasformata la linea curva.

Ma la pressante esigenza di approdare a grandi dimensioni spinge la ricerca dell’artista ad andare oltre fino a trovare nella lamiera di ferro e nel corten, i materiali ideali per esprimersi. La linea tonda imbatte negli spigoli vivi ma è sempre sinuosa e riesce ad ammorbidire anche gli angoli rendendo protagonisti i valori estetici e tattili della materia.

Volumi e superfici degli ultimi lavori invitano a seguirne la curvilinea accarezzandoli con gli occhi e con la mano, mentre al cuore arriva il racconto poetico che i titoli delle sculture suggeriscono. Nelle forme si intravvede una figurazione perloppiù antropomorfa che a volte sfocia nell’elemento vegetale per una comunione uomo/natura enfatizzata dalla collocazione en plein air di molti lavori su committenza privata e pubblica.

 

 

 

 

 

Gea



Questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy maggiori informazioni | chiudi