Le Cartografie di Daniela Forcella a Genova

L’ultimo lavoro dell’artista Daniela Forcella, “Cartografie”, è stato presentato all’ultima edizione di ARTE FIERA GENOVA (16/18 Febbraio) presso lo stand di Banca Mediolanum. Dopo l’importante mostra a Palazzo Zenobio, presso il Padiglione dell’Armenia durante l’ultima Biennale Arte di Venezia, a cui sono seguite le esposizioni ad Arte Fiera Padova e all’Affordable Art Fair Milano presso lo stand di ARCgallery , ecco che alcune sculture che compongono la serie di Cartografie sono approdate con successo di critica e pubblico nel capoluogo ligure.

Cuore come sede della memoria: è questo il tema centrale attorno al quale l’artista intraprende un nuovo viaggio interiore, un percorso di ricerca formale del tutto desueto rispetto ai lavori precedenti in cui il cuore era pur sempre presente. Una precisa operazione di selezione “per sottrazione” alla ricerca di quella differenza per trovare nell’essenzialità del concetto pure il suo vero e unico senso. Il Cuore come cuore-muscolo, simbolo delle culture umane, è riletto in cuore-luogo, territorio e tabula di scrittura dove registrare ogni singola azione, reazione, ” a ricordo”. Per contaminazione dei linguaggi in seguito identifica il codice di scrittura della cartografia assimilandolo ai segni che i ricordi lasciano impressi nel cuore come solchi indelebili. Ogni opera è una cartografia attentamente compilata nelle molteplici curve di livello che fissano ogni evento tragico , euforico, tumultuoso o ascetico, registrati come affioramenti di rocce, faglie o crepacci. Le mappature sono volutamente rappresentate fuori scala con profondità di corpo concavo o convesso per dare un maggior sensi contraddittorio al terreno sul quale si trova l’umana figura, simbolicamente rappresentata da un viaggiatore. Unico segno di colore palpitante, egli è solo e posto al centro dell’universo mentre pare interrogarsi verso quali segni guida affidarsi per orientare il viaggio. La scelta di Daniela Forcella nell’utilizzare per la prima volta la Black Light o luce nera pone l’artista nel confronto con un mezzo fino a quel momento inesplorato e per sua stessa natura imprendibile e indomato nella sua evanescenza materica, ma per questo anche affascinante e misterioso”. (Viviana Lavinia Algeri) 



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