presentazione libro La cornice

Sabato 17 novembre secondo appuntamento  di ARtè con l’autore: Daniela Ferrari presenta il libro “La cornice” recentemente uscito per i tipi di Johan & Levi editore . Elemento che divide e unisce, la cornice è diventata oggetto di riflessione teorica agli inizi del XX secolo, proprio quando le avanguardie iniziavano a metterla in discussione. Il volume di Daniela Ferrari e Andrea Pinotti per  affronta da un punto di vista storico e teorico la questione della cornice, con una sezione antologica che raccoglie le voci più significative della riflessione novecentesca intorno a questo oggetto “anfibio”.È con il saggio di Georg Simmel a essa esplicitamente dedicato che la cornice entra a pieno titolo nel novero degli oggetti degni di considerazione estetica e teorica. Siamo gli albori del Novecento, proprio quando le avanguardie si preparano a contestarla, a deformarla, fino a respingerla totalmente. A dimostrazione della lungimiranza di Walter Benjamin secondo il quale la storia dell’arte è una storia di profezie, in quanto le peculiarità di un dispositivo si delineano con la massima chiarezza solo se considerate da una posizione temporale successiva. Il volume curato da Daniela Ferrari e Andrea Pinotti si configura come un excursus storico-teorico sulla questione della cornice e sul suo rapporto con l’opera d’arte, e raccoglie i principali contributi intorno al tema da Georg Simmel a Victor Stoichita, passando per José Ortega y Gasset, Ernst Bloch, Meyer Schapiro, Jacques Derrida, Rudolf Arnheim, Louis Marin e il Gruppo μ, attraverso differenti prospettive disciplinari che lambiscono la storia e la psicologia dell’arte, la filosofia e la semiotica.

Fatta di coincidenze temporali e intrecci, scarti e sovrapposizioni, la storia della cornice affonda le sue radici nella notte dei tempi e scaturisce dalla nascita del segno stesso, dalla necessità di marcare un contorno. Le cornici non sono però scomparse dalla contemporaneità. Sono anzi diventate ancora più performanti, perché non solo mantengono la loro funzione tradizionale, ma si sono trasformate in elementi catalizzatori della riflessione artistica. E hanno trovato una nuova e forse più potente incarnazione: quella del museo quale luogo deputato all’istituzionalizzazione, alla certificazione e alla conservazione del valore artistico.



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