Diletta Lo Guzzo – Femminile universale

Vive e lavora a Torino, città in cui nasce e ritorna dopo gli studi di teatro a Bologna e dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Successivamente approfondisce tecniche e linguaggi diversi ma la sua ricerca fin dall’inizio indaga il corpo, la femminilità e la maternità. Quest’ultima si palesa in modo evidente durante il periodo della sua gravidanza e trova modo di esprimersi in lavori incentrati sulla melagrana, frutto simbolo di fertilità e prosperità in molte culture. Anche dopo la nascita del figlio, il tema della melagrana ricorre quasi ossessivamente nei suoi lavori approdando ad esiti insospettati. Disegno, pittura, scultura e fotografia diventano un unicum per dar voce alla sua interiorità ferita ma aperta alla possibilità di felicità. Il confronto con la parte femminile non impedisce a Diletta Lo Guzzo di allargare lo spettro d’azione a temi più universali e condivisi come la fertilità, in un dialogo dilaniante tra desiderio e inadeguatezza, tra possibilità e impossibilità, tra gioia e dolore. La vita che si presenta come un Giano bifronte è simboleggiata dalla melagrana un frutto saporito e succoso ma che può disperdere i suoi semi attraverso involontarie spaccature della buccia. La tecnica utilizzata negli ultimi lavori è frutto di un percorso artistico lungo e complesso che, partendo dal segno grafico e dal disegno a matita, si arricchisce di colori a tempera che fanno parte della palette dei 18 colori di Arno Stern.