Fabio Adani – Fisica e Metafisica

L’atmosfera rarefatta e impalpabile che traspare dalle sue opere potrebbe preludere a contenuti lievi, ma nel caso di Fabio Adani avviene l’opposto. Nell’ambient leggero inscrive la sua poetica centrata su un tema forte: il dualismo tra fisicità e spiritualità, corpo e anima, in altre parole l’essere umano e l’infinito. La finitezza della condizione umana imbastisce un dialogo tra mondo fisico e metafisico, con una tensione percepibile nelle piccole sagome umane ritratte nelle sue opere tra luci e ombre, tra alti muri e architetture maestose che le fanno apparire ancora più piccole. Ma non sono uomini sopraffatti o perduti nel vuoto: sono uomini in cammino, con la caparbietà di andare oltre, al di là del muro, al di là del visibile. Sono essere umani asessuati, non si capisce se uomini o donne, se ritratti di spalle o di fronte, se stanno andando avanti o indietro: tutti dettagli che non incidono sulla ricerca dell’artista ma che sono interpretabili soggettivamente dall’osservatore. L’opera vuole solo evocare sensazioni interiori e non pretende, ma nemmeno intende, fare una trattazione oggettiva.

Una poetica sviluppata con una tecnica all’acquerello molto precisa messa a punto negli anni che non ammette errori o ripensamenti giocata su una palette di colori cerulei. Nelle sue tele sembra essere entrata un po’ di nebbia della pianura padana, terra natia dove tuttora vive, dopo gli studi all’Accademia di Bologna. Il suo percorso artistico lo vede abbandonare fin dall’inizio il disegno per arrivare progressivamente ad un tratto più sfumato e lieve che ben si addice al tema della sua ricerca più metafisica che fisica. Non a caso la sua è stata definita “metafisica dell’acquerello”. Negli ultimi lavori l’acquerello è entrato a contatto con la fotografia per sviluppare racconti visivi più complessi in dittici di piccolo formato ma di grande intensità narrativa. Il tema dei confini, sia fisici che mentali, che riguardano il singolo piuttosto che un’intera comunità, con implicazioni sociali quanto mai attuali, è sviluppato nella serie “Limes”. Un motivo ricorrente della serie “Ubique” è invece la montagna, un ambiente naturale che l’artista sente congeniale al suo essere e alla sua ricerca. Nell’immensità della natura l’uomo si può perdere. Oppure ritrovare la propria anima.